Irene ed Emanuele, nozze in stile shabby

Oggi, per la rubrica “Gli sposi raccontano”, conosceremo Irene, 27 anni, progettista di giardini ed Emanuele, tecnico informatico di 33 anni. Ci racconteranno del loro matrimonio dai colori pastello e dalle atmosfere shabby, in un clima semplice ma curato nei minimi dettagli.

Irene, raccontaci come siete arrivati alla scelta di convolare a nozze e se Emanuele ha fatto la grande domanda… 

Semplicemente, abbiamo deciso di sposarci perché stiamo bene insieme. Fin dall’inizio della nostra storia era chiaro che entrambi stavamo cercando qualcuno con cui condividere la vita e negli anni ci siamo dimostrati convinti nel proseguire questa strada. Arriviamo entrambi da matrimoni che durano da trent’anni, quindi perché non puntare anche noi in questo obiettivo?

La proposta, invece, non è mai arrivata. Niente anelli e niente promesse; semplicemente la voglia di sposarci. Volevamo fosse il 22 agosto perché, caso più unico che raro, entrambi i nostri genitori si sono sposati in quella data e… il primo disponibile era nel 2015, il prossimo, invece, tra quattro anni ed era decisamente troppo in là!

Gli sposi in chiesa
Gli sposi in chiesa

Una volta decisa la data, da cosa siete partiti per organizzare tutto? C’erano dei punti fermi ai quali non volevate rinunciare?

L’organizzazione del matrimonio è partita con circa un anno di anticipo: i primi passi sono stati quelli burocratici e ci siamo occupati del corso prematrimoniale e della scelta della Chiesa. Uno alla volta abbiamo poi scelto il ristorante, anche su consiglio di amici e conoscenti, il fotografo e tutti gli altri fornitori. Per fortuna il ristorante si è occupato di gran parte dei dettagli: a noi solo la “fatica” di scegliere quello che ci piaceva.

Irene ed Emanuele sposi
Irene ed Emanuele sposi

Avete scelto un tema o un colore in particolare? Come lo avete inserito all’interno delle decorazioni e dell’allestimento del matrimonio? 

Senza scegliere nulla di specifico, abbiamo deciso di seguire una linea rustica. Ci siamo fatti ispirare dal luogo del ricevimento, il ristorante “Al Cavallino Bianco” a Polesine Parmense: terre di fiumi e di campi. Così abbiamo scelto allestimenti e fiori un po’ “vittoriani”, sui toni del rosa antico, crema e lavanda, tovaglie di iuta e sedie di ferro battuto.

Seguendo lo stesso stile abbiamo quindi abbinato partecipazioni composte di tre tipi diversi di carta e chiuse con la rafia e le bomboniere, vasetti di sale aromatizzato o speziato, erano confezionate in carta alimentare (come le buste del pane di una volta).

Irene ed Emanuele al ristorante
Irene ed Emanuele al ristorante

Perché avete scelto i vostri fornitori? Quali criteri avete seguito?

Abbiamo scelto il ristorante per la sua nomea, la sua storia e soprattutto per la qualità del cibo. Volevamo un posto in cui i nostri ospiti potessero essere accolti in un ambiente conviviale, passeggiare liberamente in giardino e mangiare di gusto. Inoltre, a fianco al ristorante c’è l’Antica Corte Pallavicina, un posto splendido e perfetto per fare le foto dopo la cerimonia senza abbandonare i nostri ospiti per troppo tempo.

Il ristorante ci ha consigliato la fiorista che, avendo già lavorato con loro più volte, è stata di grande aiuto e ci ha fatto risparmiare tempo e fatica nelle diverse decisioni. Il bouquet, invece, l’ha confezionato la mia testimone, dal momento che anche lei lavora nel mondo dei vivai. Un bel ricordo da condividere negli anni futuri.

Per molte cose, invece, abbiamo optato per il fai da te: per il tableau de mariage ho scritto a mano tutti i nomi su una lavagna bianca in ferro battuto, molto shabby. Ogni tavolo aveva poi una piccola lavagnetta bianca con il nome del tavolo, affiancata ad un vasetto per le marmellate pieno di fiori e decorato con juta.

I menù di Irene ed Emanuele
I menù di Irene ed Emanuele
La torta
La torta

Quanto ha influito la tua passione per la fotografia nella scelta del fotografo?

Ha influito tantissimo. Avevo un’idea ben precisa di quello che volevo: un fotografo non invadente che non proponesse pose e scenette strane. Non amo particolarmente essere fotografata, quindi abbiamo cercato un fotografo che cogliesse le giuste inquadrature senza farsi notare e senza obbligarci in pose e sedute statiche.

Siamo così arrivati a Diego Monfredini: un fotografo freelance, amico di Emanuele, in grado di scattare foto come se fossero scene di un film. E’ stato perfetto, praticamente un’ombra!

Un dolce bacio, finalmente sposi
Un dolce bacio, finalmente sposi

La scelta dell’abito: avevi già in mente cosa volevi?

Avevo visto un modello che mi piaceva su internet: un St. Patrick modello Jafit. Mi sono informata su quale atelier della zona potesse averlo e ho subito prenotato un appuntamento. Sono andata con mia mamma e con la mia migliore amica, nonché testimone di nozze. Ho capito subito che era quello giusto, in 15 minuti l’avevo già provato e scelto; ma le mie accompagnatrici hanno voluto che ne provassi altre, giusto per togliersi lo sfizio.

Non sono molto sentimentale ma devo ammettere che quando mi sono vista vestita da sposa… un po’ di nodo in gola mi è venuto!

Abito St Patrick per Irene
Abito St Patrick per Irene

Ci sono stati dei momenti particolarmente emozionanti durante la cerimonia? 

Tutta la cerimonia è stata un susseguirsi di battute e risatine fino all’anello che non saliva ed Emanuele che esordiva con un “a-oh, che te sei ingrassata?”. A parte questo devo ammettere che è passato tutto davvero troppo in fretta, non mi sono praticamente resa conto di niente, avevo la testa in una bolla e trattenevo il respiro!

La vita dopo il matrimonio: com’è tornare alla realtà?

E’ un po’ presto per dirlo, al momento il mio tempo libero si divide tra lavatrici, vestiti da stirare, spesa e inventarsi cosa cucinare dopo una giornata di lavoro. Per il resto siamo una buona squadra, Emanuele passa addirittura l’aspirapolvere! Di una cosa però non mi capacito: lascia gli sportelli dei mobili aperti!

Se anche voi, come loro, vi siete già sposati, oppure siete in procinto di convolare a nozze e volete raccontarci la vostra storia, scriveteci a redazione@panoramasposi.it, saremo felici di pubblicare i vostri racconti e le vostre foto.

Elisa Cornelli

Senior fashion editor

elisa.cornelli@panoramasposi.it

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