Abito da sposa made in Italy, un business in crescita

Abito da sposa
Abito da sposa

Dati incoraggianti per il business dell’abito da sposa in Italia: il made in Italy della produzione di abiti per le nozze ha segnato un considerevole aumento nello scorso anno e i dati attuali lasciano presupporre un’ulteriore crescita.

Nonostante il calo dei matrimoni soprattutto al Centro ed al Sud, il mercato dell’abito da sposa ha subito un incremento grazie al rialzo del prezzo medio degli abiti, conseguente ad un aumento della qualità. A fronte alla crescente presenza di concorrenti stranieri, i tanti negozi di abiti da sposa che si trovano in Italia hanno abbandonato gradualmente la fascia media, puntando sull’innovazione stilistica, sui materiali e le lavorazioni di pregio, per quell’80% delle italiane che continua ad optare per l’abito tradizionale e non vuole badare alle spese.

In questo quadro anche le esportazioni danno segnali positivi di incremento e crescita futura. Tra i mercati esteri più interessanti, primo fra tutti è il Giappone: quantitativamente, poiché ci si sposa 4 volte di più che in Italia e qualitativamente perché il budget dedicato all’abito nuziale supera di gran lunga quello di molti altri mercati internazionali.

Anche la Russia si sta dimostrando un mercato sposa molto ricettivo per il made in Italy, soprattutto grazie allo sprint dato dai nuovi ricchi che puntano al lusso, nonostante l’approccio commerciale che spesso spinge le aziende italiane a cercarsi appoggi su agenzie ungheresi e tedesche. Per quanto riguarda il mercato europeo, Francia e Germania hanno avuto una leggera flessione a causa della forte concorrenza spagnola. Sempre buono il contributo degli Usa, anche se in minima parte: l’amplissimo mercato americano che prevede anche damigelle e paggetti si affida infatti alla moda delle griffe italiane solo per un target altissimo, la piccola nicchia cioè degli abiti firmati, mentre il più è dominato dalla concorrenza locale e dagli abiti a basso costo cinesi.

Appunto la Cina merita un capitolo a sé stante: pur rappresentando un’interessante opportunità per la sua crescente voglia di occidente, resta il dato problematico che la Cina stessa sia il più grande produttore di abbigliamento al mondo, abiti da sposa compresi. Basti pensare che persino il made in Italy, in Cina, non è italiano.

L’eccellenza della manifattura italiana resta quindi un baluardo dell’alta moda destinata a pochi e purtroppo il prodotto italiano soccombe proprio dove la concorrenza cinese riesce a soddisfare la crescente domanda delle spose a cui basta che il vestito faccia figura. Ma i produttori hanno saputo reagire ed abbandonando le fasce medio-basse, hanno mantenuto la leadership sull’alta qualità.

L.K.

Panorama Sposi

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