Serena ed Emanuele: un matrimonio shabby rustic

Per la rubrica “Novelli Sposi” conosciamo Serena ed Emanuele, 30 e 37 anni, di Roma. Serena ci racconta come hanno organizzato il loro matrimonio shabby rustic


Emanuele e Serena, matrimonio shabby rustic
Emanuele e Serena, matrimonio shabby rustic

Io ed Emanuele siamo insieme da ottobre 2009 e nessuno dei due, all’epoca, aveva intenzioni serie! Un’amica comune ha voluto farci conoscere tramite Facebook (i primi anni in cui in Italia spopolava il social network), in quanto abbiamo la passione comune per lo snowboard. Dopo qualche chiacchiera on line abbiamo deciso di incontrarci in amicizia; lui era molto simpatico ma assolutamente non il mio tipo, quindi all’epoca andavo dichiarando alle amiche “No, con quello no!”, e invece…

Dopo circa un anno abbiamo iniziato la convivenza, ma solo dopo 6 anni abbiamo deciso di sposarci: per lui ho cambiato zona – da Roma Nord ai Castelli Romani – vita e lavoro, insomma è stata una bella scommessa!

Non c’è stata una proposta di matrimonio, a seguito del bouquet preso al matrimonio di mio cugino, abbiamo cominciato a parlarne (considerato che fino a quel momento era sempre stato un argomento tabù!) e così ho preso la palla al al balzo: era agosto 2014, all’epoca lavoravo come receptionist in un hotel e villa per cerimonie, quindi seguivamo gli sposi dall’inzio alla fine ed è stato così che mi sono affacciata in questo fantastico mondo.




Per il nostro matrimonio shabby rustic ho avuto fin da subito le idee molto chiare
e, ovviamente, lui da bravo maschietto mi ha lasciato carta bianca! Non ho ricevuto un anello da fidanzamento, ma il 6 dicembre del 2014, 365 giorni prima del grande giorno, mi ha regalato una di fedina argento con incisi dei fiocchi di neve, che tenero!

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La scelta dei fornitori è stata abbastanza facile: la Chiesa è stata scelta da Emanuele, vicino a casa nostra, una piccola chiesetta sul cucuzzolo della montagna, con vista panoramica sul paese dove abitiamo, Convento di San Silvestro a Montecompatri.

La location, l’unica che abbiamo visto, è stata Casale Baldetti a Frascati: cibo divino e posto incantevole, semplice, senza sfarzi ma con un fascino tutto suo, inoltre si trova a 7 minuti dalla Chiesa, quindi era perfetta!

Poi c’è stata la scelta del fotografo, eravamo entrambi terrorizzati (lui super timido, io, per quanto espansiva posso essere, non ho mai amato le spose sopra il letto dei propri genitori o vicino la tenda della finestra) quindi era necessario scegliere un fotografo che non lavorasse su pose ma stile reportage di nozze e ci siamo imbattuti nei nostri splendidi fotografi “Imagophilia“, marito e moglie, simpaticissimi, semplicissimi e con uno stile che ci rispecchiava molto.

Per i fiori mi sono affidata a “La bottega del fiore” di Monteporzio Catone: Alberto, il proprietario, è un caro amico di mia suocera e il suo lavoro è stato superlativo. All’inzio non volevo addobbi floreali, poi, quando nella mia testa era tutto ben chiaro, mi sono affidata a lui che ha saputo interpretare perfettamente ciò che la mia testa aveva immaginato!

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L’idea del nostro matrimonio shabby rustic era una cerimonia semplice, senza strafare, anche perchè il budget non era illimitato.

Così abbiamo rinunciato alla musica, sia perché Emanuele da sempre ha l’hobby della musica ed è un DJ, sia perché, essendo dicembre, non avevamo uno spazio adeguato nella location (prato da escludere per via del presunto freddo), così abbiamo deciso di rinunciare al trio Jazz che tanto desideravo.

Abbiamo optato per musica in sottofondo (rigorosamente jazz e bossanova) e abbiamo allestito la consolle per il dopo torta, complice un nostro amico del mestiere che si è offerto di sorvegliare la situazione fino all’entrata in gioco di Emanuele.

Per quanto riguarda partecipazioni, bomboniere, guestbook, sacchetti, libretti messa ho avuto la folle idea di fare tutto da me, più guardavo Pinterest e più ero decisa sullo stile da seguire, ovvero lo stile “matrimonio Shabby rustic“: mi sono innamorata completamente di quel mondo fatto di corde, carta kraft e pizzi e, dato il budget limitato, decido di fare tutto io… quindi sì, sono stata la Wedding Planner di me stessa! Tanta, tantissima fatica e stress ma la soddisfazione è stata tanta.

Le bomboniere confezionate da Serena
Le bomboniere confezionate da Serena
Il tableau mariage
Il tableau mariage

Per le partecipazioni ho usato rigorosamente la carta kraft, per il tableau ho usato una cornice vecchia riverniciata, ho messo sulla base della juta e attaccato delle corde per poter attaccare i cartoncini per i tavoli; pallet racimolati in giro da poter usare come allestimento in giardino, portafedi fai da me rigorosamente in legno e pizzo.

Come bomboniera ho scelto una lanterna, chiusa in una scatola di carta kraft, avvolta in un nastro di pizzo e fiocco di corda con attaccati dei cartoncini con scritta questa frase:

“Prenditi sempre il tempo di dire alle persone che ami quanto le ami finché possono sentirti”, dedicata alla mia mamma che non c’è più

Come guestbook, che devo dire è piaciuto a tutti, abbiamo creato una cornice aperta nella parte superiore, dove ogni ospite poteva prendere un cuoricino in legno, scrivere un pensiero e inserirlo nella cornice, che poi è diventata un quadro che abbiamo appeso a casa. Per i centrotavola, invece, ho optato per delle gabbiette shabby con all’interno dei fiori.

La cornice-guestbook shabby rustic
La cornice-guestbook, matrimonio shabby rustic

Passiamo alla scelta del vestito…. mi ero prefissa massimo tre atelier, per non impazzire, e così è stato.

Il mio l’ho trovato al primo atelier visitato, da Davino a Ciampino. Sono andata a settembre 2014 con un’amica, così per iniziare a farmi un’idea, e il secondo abito provato era quello giusto, da subito non ha avuto rivali. Fatto tutto di pizzo chantilly, decido di modificare la fascia da color bianco seta a color tortora, sia perché così il mio abito si avvicinava di più al tema che avevamo scelto, sia perché adoravo quel contrasto, lo trovavo davvero romantico, inoltre la eco pelliccia sopra sembrava davvero fatta apposta!

Serena ed Emanuele stupendi dopo la cerimonia
Serena ed Emanuele stupendi dopo la cerimonia

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Contro tutto e tutti (specialmente i familiari di una certa età) decido che doveva essere assolutamente quello il colore della fascia e mai scelta fu più azzeccata.

Il giorno del matrimonio è stato un mix di emozioni: l’apparente calma mattutina è sfociata in un mare di lacrime appena messo piede in chiesa, cosa che non mi aspettavo  affatto, ma non sono riuscita a trattenermi; anche mio marito, “poco espansivo” di natura, si è emozionato, anche se lui dice di no, ma ho foto e video che parlano!

Davanti all’altare ci siamo emozionati, abbiamo riso, gli sguardi erano davvero intensi…. l’unico intoppo è stata la gamba dello sgabello dello sposo che si è rotta e per poco non mi cadeva il marito!

Comunque è stato davvero tutto bello, si respirava tanto amore nell’aria, una volta usciti dalla chiesa è calata la tensione e abbiamo lasciato spazio alla spontaneità.

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La giornata, seppur non soleggiata, è stata piacevole. Non ho invidiato nulla alle spose estive, ho fatto le stesse cose, foto in esterna, aperitivo e torta in giardino, inoltre, cosa insolita, abbiamo fatto una degustazione di formaggi nella cisterna romana della location, che è stata gradita da tutti i nostri ospiti.

Dopo la torta sono iniziati i balli con lo special guest “lo sposo DJ”, ci siamo divertiti da matti tant’è che alle 23.00 eravamo ancora lì a ballare!

La vita da sposati procede uguale a quella da conviventi, la differenza è la consapevolezza di appartenersi ancora di più e di essersi scelti per tutta la vita!

Grazie di cuore a Serena per averci raccontato il suo grande giorno con Emanuele.

Se anche voi, come loro, vi siete già sposati, oppure siete in procinto di convolare a nozze e volete raccontarci la vostra storia, scriveteci a redazione@panoramasposi.it, saremo felici di pubblicare i vostri racconti e le vostre foto.

Elisa Cornelli

Senior fashion editor

elisa.cornelli@panoramasposi.it

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