Il matrimonio italo inglese di Daniel & Sara




Oggi, per la rubrica Real Wedding, vi raccontiamo una storia d’amore londinese o, meglio ancora, vi facciamo raccontare direttamente da Sara, la nostra sposa, tutti i passaggi che l’hanno portata ad organizzare il suo matrimonio con Daniel.

Sara e Daniel

Siamo Daniel, londinese di 30 anni e Sara, piacentina di 31 e viviamo a Londra; Daniel lavora nell’ambito del sociale, mentre io sono production manager per un’agenzia di marketing.

Ricordo in modo molto vivido il giorno del nostro primo incontro. Vivo a Londra da ormai sette anni e il 17 marzo 2012, festa di San Patrizio, decido di andare in un pub irlandese insieme ad alcuni amici per festeggiare.

È un sabato, fa un freddo pungente e il cielo minaccia pioggia: insomma, il tipico tempo inglese! La sera prima avevo fatto tardissimo ed ero molto stanca, ma non mi faccio prendere dalla pigrizia e decido di sfidare il meteo avverso e di attraversare mezza città in autobus e metro per passare la giornata insieme ai miei amici.

Una volta arrivata, incrocio subito lo sguardo di questo ragazzo: altissimo, capelli chiari, occhi azzurri, sorriso da far tremare le gambe. Dopo un paio d’ore passate a scambiarci sguardi e sorrisi, finalmente lui si avvicina e mi offre da bere.

Saranno state circa le cinque del pomeriggio, e da quel momento fino alle due del mattino non ci siamo letteralmente più separati.

Il nostro primo appuntamento, a gustare vini in un’enoteca vicino a casa mia, arriva dopo soli due giorni, ed io ho subito la certezza che non sarebbe stato l’ultimo!

matrimonio italo inglese

Due anni e mezzo più tardi, dopo avergli fatto scoprire Piacenza, la mia città natale, dopo essere stati in vacanza insieme e dopo aver convissuto in un minuscolo ma carinissimo appartamento in centro, io e Daniel decidiamo di andare in Australia, in visita a suo fratello.

Verso la fine del viaggio, il giorno prima del mio compleanno, Daniel mi porta in un cottage sperduto in un bosco sulla Great Ocean Road, una delle zone più incredibili e atmosferiche dell’Australia e, forse, del mondo!

Mi dice che questa mini fuga romantica è il mio regalo di compleanno e la sera che arriviamo mi porta nel giardino del cottage per guardare le stelle.

Io, lamentandomi del freddo (e non sapendo che cosa mi stesse aspettando), gli chiedo di rientrare in casa, ma a quel punto lui mi dice che ha un regalo di compleanno per me…Si inginocchia, e pronuncia le fatidiche parole:

Sara, will you marry me?

Io scoppio a piangere, in shock totale, gli salto al collo…e dico YES! Dopo circa dieci minuti di grida e pianti euforici, finalmente guardo l’anello: splendido, elegante, molto fine, con uno zaffiro azzurro chiaro al centro e due diamanti a goccia ai lati. Me ne innamoro all’istante.

Sono così iniziati i preparativi per il nostro matrimonio. Entrambi volevamo sposarci a fine primavera-inizio estate ed entrambi volevamo festeggiare il nostro giorno in Italia, dalle mie parti. I motivi erano svariati ma tutti molto semplici: miglior cibo e vino, prezzi decisamente più bassi, paesaggi splendidi, clima ideale.

L’organizzazione del matrimonio è iniziata praticamente da subito: sapevamo entrambi che, fidanzandoci a fine anno e vivendo all’estero, fissare il matrimonio per l’estate successiva sarebbe stato troppo affrettato, quindi abbiamo optato per giugno 2016.

In totale, quindi, abbiamo passato circa un anno e mezzo a contattare fornitori, decidere il design per gli inviti e la festa, visitare varie location, stilare, rifare e ri-stilare la lista degli invitati.

Devo ammettere che non è stata sempre una passeggiata, soprattutto durante la scelta iniziale dei vari fornitori, ma una volta trovati quelli giusti ce la siamo cavata benissimo.

Ha anche aiutato parecchio il fatto di creare un wed-site, sia in inglese che in italiano, per raccogliere le informazioni importanti sul grande evento. I nostri ospiti inglesi, specialmente, hanno trovato dettagli utili su dove alloggiare, che cosa visitare e che cosa fare nelle vicinanze di Piacenza, e quasi tutti hanno seguito i nostri consigli!

Il matrimonio in sé l’abbiamo organizzato io e Daniel insieme, senza l’aiuto di un wedding planner. È stata dura, soprattutto perché, proprio in quel periodo, oltre a lavorare full-time stavo anche frequentando un Master universitario in Diritti Umani, che ho concluso da poco ed ero sommersa di impegni…ma ci siamo goduti ogni singolo momento.

La sera, o il weekend, passavamo ore a decidere i vari dettagli del matrimonio, poi io mi mettevo in contatto con i fornitori – Daniel purtroppo non parla ancora bene italiano, quindi in quel senso ho fatto tutto io.

Lui, però, era un vulcano di idee, super attivo ed eccitato; ha, inoltre, organizzato interamente sia la mini luna di miele nelle Marche, sia il viaggio di nozze vero e proprio negli Stati Uniti.

Un grosso aiuto nell’organizzazione del matrimonio – nonché grande supporto morale! – è arrivato dai miei genitori e da mio fratello, che si sono occupati di gestire veramente tante cose: dall’acquisto delle bevande per l’open bar, fino all’organizzazione degli alloggi per i nostri ospiti inglesi. Non li ringrazierò mai abbastanza!

La scelta dei fornitori

I fornitori che abbiamo scelto sono tutti italiani: a partire, naturalmente, dalla location – lo spettacolare Castello di Rivalta nella mia amatissima Val Trebbia, e il catering del Ristorante La Rocchetta, che ha proposto un ottimo e abbondante menu di piatti tipici piacentini, apprezzatissimi soprattutto dai nostri ospiti inglesi, che non conoscevano ancora le delizie della nostra cucina!

Inizialmente eravamo più orientati verso un classico agriturismo e ne abbiamo visitati diversi, ma una volta arrivati al Castello di Rivalta ci siamo subito ricreduti e ce ne siamo innamorati.

Per la torta – una maestosa e gustosissima creazione a tre piani, con crema pasticcera, pan di Spagna, gocce di cioccolato e fragoline – ci siamo affidati alle mani esperte dei pasticceri di Galetti, la mia pasticceria preferita in pieno centro a Piacenza.

Le splendide decorazioni floreali sono ad opera del team di Kadò FlowerDesign, un bellissimo negozio in centro gestito da due ragazzi giovani, dinamici e creativi, che hanno creato un bouquet da sogno per me, dei centrotavola super originali e tanto altro.

Si sono anche occupati del tableau de mariage e, proprio qualche giorno prima del matrimonio, hanno proposto un’ ulteriore decorazione floreale all’interno della sala da pranzo che ci ha lasciati a bocca aperta!

Non abbiamo acquistato bomboniere tradizionali ma abbiamo deciso di compare un centinaio di bomboniere solidali presso varie associazioni che avessero un significato particolare per noi e tutto il ricavato è stato devoluto in beneficienza.

Una cara amica di mia mamma, invece, ci ha confezionato dei bellissimi sacchettini color panna con fiocchi rossi per la confettata.

Ad accompagnare la giornata con i suoi meravigliosi scatti, che hanno catturato momenti unici e irripetibili per noi, è stata Cecilia Campolonghi, con la sua bravissima assistente Marta. Entrambe super-discrete ma non per questo poco partecipi, anzi!

Hanno reso poetici e romantici anche i momenti in cui la tensione era alle stelle – specialmente durante la mia preparazione e quando siamo usciti dopo la cerimonia civile e abbiamo dovuto camminare sotto la pioggia!

Le fedi nuziali, invece, le ha disegnate il bravissimo Luca Sabbatini – designer di Ancona che ci è stato consigliato da un amico.

Luca ci ha seguiti passo passo per mesi, perfezionando il disegno iniziale fino ad arrivare alle fedi vere e proprie, che sono state fuse da Alta Gioielleria Italiana (AGI), un laboratorio orafo nelle Marche.

Incredibile professionalità, pazienza infinita ed enorme positività: queste sono le caratteristiche di Luca e dei ragazzi di AGI, e per questo li consigliamo veramente a tutti!

Daniel ha scelto una fede molto semplice, in oro rosa, a cui Luca ha applicato una zigrinatura per renderla più particolare, mentre io ho optato per una Claddagh in oro bianco con quattro piccoli diamanti, in modo che non stonasse con il mio anello di fidanzamento.

La Claddagh è il simbolo irlandese dell’amore, dell’amicizia e della lealtà, e l’ho scelto perché queste sono le basi solide della nostra unione…e perché ci siamo conosciuti durante la festa irlandese di San Patrizio! Entrambe le fedi hanno un’incisione all’interno con le nostre iniziali e la data delle nostre nozze.

Infine, per trucco e parrucco sono andata sul sicuro. Ho ingaggiato la mia amica romagnola Stefania Nardi, make-up artist di talento che ha creato un trucco delicato, romantico e di lunghissima durata (dopo quasi 14 ore era ancora perfettamente a posto, nonostante avessi applicato solo un ritocco veloce!), mentre le ragazze di T’Anto di Capello mi hanno acconciata esattamente come volevo: capelli sciolti, morbidi su una spalla, con qualche leggero boccolo in fondo e un fermacapelli-gioiello sulla nuca.

Un elemento fondamentale della giornata e che noi volevamo fosse assolutamente perfetto, è stata la musica: abbiamo contattato svariati DJ ma la scelta finale è caduta su un ragazzo piacentino di nome Edoardo, che ci è stato suggerito da amici in comune e ha proposto un mix fantastico di tanti generi diversi (inclusi i nostri pezzi preferiti) e ha letteralmente marcato il ritmo della giornata nel modo migliore che potessimo immaginare.

Dopo il taglio della torta, una band di quattro amici, gli Shish, ha proposto due ore di rock, musica italiana, punk e Brit-Pop facendo scatenare davvero tutti: dal nonno di Daniel al nostro nipotino di due anni.

Ci siamo divertiti e abbiamo ballato tantissimo, non ricordo di essermi fermata neanche un momento!

A coronare il tutto, c’è stato l’open bar super-professionale ad opera di un bravissimo barista di Piacenza, che ha proposto diversi tipi di cocktail, mixer e liquori fino alla fine della serata.

Il tema del matrimonio: in giro per il mondo

Provenendo da due Paesi e due culture differenti, ed avendo una vera e propria passione per i viaggi, il tema del matrimonio non poteva che essere a sfondo geografico!

Avevamo tante idee diverse all’inizio, ma dopo alcune riflessioni abbiamo optato per gli inviti in stile ‘viaggio intorno al mondo’, un tableau mariage a forma di valigia vintage e alcuni oggetti che rimandano al viaggio e anche all’Italia: miniature di Vespe, auto e mappamondi.

Il tocco veramente carino è stato nei centrotavola: ogni tavolo aveva il nome di un luogo significativo per noi, dal pub in cui ci siamo conosciuti al nome del cottage dove Daniel mi ha chiesto di sposarlo.

Su ogni tavolo, quindi, abbiamo messo delle foto-cartoline dei vari luoghi, con una breve spiegazione sul perché fossero così importanti per noi.

La scelta del mio abito da sposa è stata ovviamente una delle parti più speciali.

Credo di aver sempre avuto un’idea più o meno precisa dell’abito: doveva essere bianco avorio, romantico, senza troppi fronzoli, ma con un punto luce o comunque un elemento originale. Dopo essere andata a provare alcuni abiti in diversi negozi per spose, mi sono accorta subito che quello che cercavo era ben più particolare di quello che offrivano le varie marche.

Una mia amica spagnola mi ha messa in contatto con una sua conoscente, anche lei spagnola, che però vive a Londra ed è designer di vestiti da sposa: Fran Rios. Dopo un primo incontro informale nel suo laboratorio – un’ora e mezza di chiacchiere, risate e tazze di caffè – Fran ha cominciato a dedicarsi alla creazione di quello che poi sarebbe diventato l’abito dei miei sogni.

Fran mi ha seguita passo dopo passo e ha voluto accertarsi continuamente che ogni piccola modifica all’abito incontrasse i miei gusti. Beh, non solo li ha incontrati, ma li ha anche superati!

Conoscere Fran non è stato solo bellissimo dal punto di vista pratico e professionale, ma anche umano: ci siamo trovate talmente bene fin da subito, che siamo rimaste amiche e continuiamo a sentirci ancora oggi.

La creazione finale di Fran è un abito bianco avorio con corsetto liscio, gonna ampia e lungo strascico di pizzo e satin, fiocco di raso azzurro chiaro intorno alla vita, schiena completamente scoperta e spalline-gioiello, con cristalli e perle.

Un vero peccato indossarlo una sola volta! Le scarpe che ho scelto rimandano alle spalline dell’abito: sono di LK Bennett, designer inglese, di color grigio perla argentato e leggermente satinate, con tacco medio e plateau. Meravigliose e (strano ma vero!) comode.

Per le mie quattro amiche storiche nonché damigelle, invece, ho scelto abiti del brand americano David’s Bridal, color corallo, di media lunghezza e di due stili leggermente diversi, in modo che si addicessero meglio alle loro forme e risaltassero la loro bellezza!

Daniel ha voluto “onorare” le mie origini piacentine indossando un abito – giacca e pantaloni – di Giorgio Armani, uno dei piacentini più famosi, mentre le scarpe che ha scelto sono di Paul Smith, la camicia bianca di Thomas Pink e la cravatta dai toni rosa corallo di Brioni.

Il tocco in più? Ai polsini della camicia ha aggiunti dei gemelli che rappresentano l’Arsenal, la sua squadra di calcio preferita!

Per i quattro amici dello sposo (“groomsmen” in inglese) Daniel ha scelto designer inglesi: abiti di Debenhams, scarpe di Marks & Spencer a cravatte di Ted Baker, una delle sue marche preferite.

Il giorno del matrimonio di Sara & Daniel

Il giorno del matrimonio – ma in realtà anche tutta la settimana precedente! – sono stata assalita da mille paure e preoccupazioni: innanzitutto, il tempo. Nonostante fossero i primi di giugno, la mattina faceva piuttosto fresco e ad un certo punto ha iniziato anche a diluviare.

Quindi, per prima cosa, ho dovuto contattare la band, che aveva programmato di esibirsi all’aperto nel cortile della Foresteria del Castello, e ci siamo accordati per spostare tutto all’interno. Anche le decorazioni floreali previste per il giardino esterno sono purtroppo state eliminate, con nostro grandissimo dispiacere!

Oltre a questo, all’improvviso ho avuto paura che altre cose andassero storte: che il figlio della mia amica – addetto a fare il “DJ” durante la cerimonia civile a Palazzo Farnese – sbagliasse la musica; che la torta non arrivasse in tempo; che il bus che avevamo affittato non avesse abbastanza posti per trasportare i nostri ospiti inglesi al Castello; che il mio abito si rovinasse (insieme a trucco e parrucco, grazie al tempo incerto!).

Invece, è proprio il caso di dirlo, tutto è andato nel migliore dei modi, letteralmente come ci eravamo sognati.

Mio zio Maurizio ha celebrato la cerimonia civile leggendoci una splendida poesia composta da lui (e facendo anche qualche battuta in stile “sposa bagnata, sposa fortunata” per allentare la tensione!), il figlio della mia amica non ha sbagliato neanche una canzone, il bus aveva posti per tutti e – evviva evviva – non appena siamo arrivati a Rivalta ha smesso di piovere ed è uscito un sole stupendo!

Nonostante la band avesse ormai montato tutta la strumentazione in una delle sale interne, il DJ è riuscito ad esibirsi nel cortile, e la sua musica ha accompagnato ogni singolo momento.

Dall’aperitivo fino al pranzo, passando per i discorsi (Daniel, suo fratello e il suo migliore amico hanno fatto dei discorsi a tratti esilaranti e a tratti strappalacrime per ringraziare gli invitati, come da tradizione inglese) fino al taglio della torta e al lancio del bouquet.

Le amiche di mia mamma hanno portato vari palloncini colorati con scritti sopra i nostri nomi, mentre la ragazza di mio fratello ci ha stupiti con delle bellissime lanterne cinesi, che abbiamo fatto volare non appena è scesa la notte.

Daniel ed io ci siamo divertiti così tanto e abbiamo passato una giornata talmente unica a festeggiare il nostro amore con le persone a noi più care che ne parliamo ancora oggi, ricordando ogni dettaglio per mantenere vive le emozioni del giorno più bello della nostra vita.

Credits

Location:  Castello di Rivalta
Catering: Ristorante La Rocchetta
Abito da Sposa: Fran Rios

Fedi Nuziali: Alta Gioielleria Italiana
Fotografo: Cecilia Campolonghi
Flower Design: 
Kadò FlowerDesign

Elisa Cornelli

Senior fashion editor

elisa.cornelli@panoramasposi.it

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