Abito da sposa sbagliato, la Cassazione nega il risarcimento

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Abito da sposa sbagliato

E’ tutto pronto. I fiori, l’auto, i tavoli degli invitati con le vostre canzoni preferite. Avete pensato anche alla cattiveria del tavolo dei single, a quello della suocera lontano dal vostro e a quello degli ex lontano dai pensieri.


Eppure manca una cosa: l’ultima prova dell’abito da sposa. Avete già comprato il velo, sembrava perfetto, ma vi siete sbagliate. La gonna non cade a pennello come nella foto, le spalline sono troppo corte, un disastro a una settimana dalle nozze.

Abito da sposa sbagliato, si può ottenere il risarcimento?

Inadempimento contrattuale“, sembrerebbe tradurre la parola disastro. E invece no, per la Corte di Cassazione si traduce con “pazienza“…

Eh sì perché i presunti vizi dell’abito da sposa devono essere denunciati subito, messi nero su bianco, magari portando con sé sempre dei testimoni.

Infatti, si legge nella sentenza della Suprema Corte n. 8509 del 31 marzo 2017 che “la vaghezza della denuncia della sposa non consente di individuare nemmeno lontanamente i parametri ai quali il manufatto si sarebbe dovuto attenere”.

Né i testimoni sentiti hanno aiutato granché la futura sposa… Forse perché il loro tavolo era proprio quello dei single?!

I presunti vizi dell’abito da sposa devono essere denunciati subito

Inoltre, il fatto che la sposa avesse già acquistato il velo dopo la seconda prova e che non avesse dato un congruo termine alla casa di moda per adeguarsi alle sue pretese ha fatto il resto, insinuando nei giudici persino il dubbio della malafede contrattuale.

Da lì non si scappa, un po’ come dall’altare.

Risarcimento per l’abito da sposa sbagliato, la sentenza della Cassazione

Morale della favola?

Esopo avrebbe detto che “non bisogna mai parlare male alle spalle di chi ci cuce l’abito addosso per paura dell’ago”.

La Cassazione, meno poeticamente, ha rigettato il ricorso e ha condannato una sposa a pagare 2.500 euro per le spese legali di controparte.

Nella sentenza n. 8509 del 31 marzo 2017 della Corte di Cassazione si legge che “L’abito da sposa commissionato a una casa di prestigio deve essere comunque pagato anche se presenti delle difformità rispetto al modello pattuito. La futura sposa in particolare si era lamentata che la gonna fosse dritta e non cadesse come nella foto…”.

Attenzione quindi alla scelta dell’abito da sposa. Potreste non avere più il risarcimento in caso di errore e addirittura pagare le spese legali alla sartoria!

Marisa Marraffino

avvocato

legale@panoramasposi.it

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