Un bianco matrimonio salentino: le nozze di Elena e Roberto

Galeotto fu un corso di pasticceria per Elena e Roberto, due cuori e due anime che si sono incontrati e mai più lasciati, anche quando c’era un oceano o un continente a dividerli!

Per la rubrica Real Wedding una storia romantica e allegra che ci racconta di un bellissimo matrimonio in bianco nel Salento.

Roberto è uno Chef di origini salentine ma nato e cresciuto in Svizzera. Io sono un Financial Controller e sono cresciuta in un piccolo paesino della provincia padovana ma abito a Milano da vari anni.

Ci siamo conosciuti nel 2012 durante un corso di pasticceria a Milano per puro caso! Lui ha sostituito il pasticcere che aveva avuto un piccolo incidente un paio d’ore prima di iniziare il corso.

Per me è stato colpo di fulmine! Per tutta la durata del corso ho cercato di capire se era single, tanto che non ricordo assolutamente nulla delle ricette fatte!

A fine della lezione lui doveva scappare per prendere l’ultimo treno per Alessandria, (dove abitava in quel periodo) e io mi sono proposta di far la strada assieme visto che dovevo andare alla stazione… sono salita sullo stesso passante ferroviario senza sapere la destinazione, ma, intanto, ho avuto l’occasione per poter chiacchierare con lui e farmi dare il numero per “eventuali dubbi sulle ricette proposte”. Alla seconda fermata utile sono scesa, o rischiavo di finire chissà dove!

La sua versione è che si è accorto subito di me anche perché sarebbe stato abbastanza difficile non farlo: sono arrivata in ritardo, mi è scivolata la maniglia, ho sbattuto la porta e mi è caduta la borsa a terra… ho fatto un sacco di confusione!

Per professionalità non attaccava mai bottone con le persone che frequentavano i suoi corsi, ed è stato felice quando aveva saputo che avremmo fatto la stessa strada assieme.

matrimonio salentino

L’inizio dell’amore e la relazione a distanza

Da lì a 3 giorni io dovevo partire per la Cina per motivi di lavoro per un paio di mesi, quindi il primo appuntamento fu in un bar in Corso Como (vicino a casa mia), per poi scappare all’aeroporto per partire.

E’ arrivato il taxi e io stavo ancora chiacchierando con lui; son partita con la valigia vuota: per vari motivi non l’avevo preparata per tempo, pensando che “il caffè” durasse una mezz’ora al massimo, invece 3 ore dopo eravamo ancora persa nei suoi occhi e chissenefrega della valigia!

Per fortuna ricordai i documenti e il passaporto. In Cina ci rimasi 2 mesi e grazie al telefono aziendale e skype ci sentimmo spesso.

Ritornai a metà agosto per andare in ferie: avevo delegato tutta l’organizzazione agli amici, visto che dalla Cina mi era difficile organizzare, e fu il destino? Chi lo sa! Avevano prenotato in Salento, a pochi km dalla casa dei suoi genitori. Così passammo tutte le vacanze assieme.

Rientrammo a Milano e ci accorgemmo che lui erano circa 20 giorni che non tornava nella sua casa di Alessandria, quindi fu naturale traslocare a casa mia.

Io partii nuovamente per Pechino per altri 2 mesi e poi mi fu proposto di seguire un progetto in Perù, che accettai.

Cosi cominciò la nostra relazione a distanza, fatta di telefonate nel cuor della notte, messaggi e mail; lui faceva la spola Milano – Lima, riusciva ad organizzarsi con il lavoro (più flessibile del mio) e durante le mie vacanze giravamo il Sudamerica!

Matrimonio in bianco: la proposta

Dopo 2 anni il mio progetto finì e tornai in Italia e proprio li ci fu la proposta di matrimonio!

Durante le lunghe telefonate intercontinentali avevamo parlato di sposarci, ma era tutto molto “nei nostri sogni” in quanto non si sapeva quando sarei riuscita a rientrare in Italia o lui venire in Perù.

Cosi, il giorno del mio arrivo a Milano, mi è venuto a prendere in aeroporto, aveva preparato la cena e lì, in cucina, in pigiama (dovevo smaltire 18 ore di volo, e jet lag!) si è inginocchiato e mi ha chiesto di sposarlo!

Da lì in poi si è cominciato a pensare dove sposarci: la mia famiglia voleva il paesino natio, la sua il Salento, lui preferiva Milano e io pensavo a Lima perché li avevo lasciato un sacco di amici e perché mi piaceva lo stile sudamericano. E la visita a mille location, chiese e ristoranti.

Finché, un giorno, gironzolando per il Salento, mi sono innamorata della Cattedrale di Otranto prima, e della Tenuta Lucagiovanni di Maglie (LE) poi. E’ stato amore a prima vista. Quando ho visto l’aranceto… ho pensato che non avrei potuto sposarmi da nessun altra parte!

Un matrimonio in bianco multietnico

La data è stata scelta un po’ per disponibilità della location e della chiesa, dalla possibilità di fare dei giorni di vacanza in Salento prima della cerimonia per tutti i parenti e amici che venivano da fuori, senza però andare troppo avanti con le date per non cadere in alta stagione e quindi trovare confusione, prezzi altissimi e poca disponibilità. Così abbiamo scelto il 6 luglio, lunedì!

Poi dovevamo trovare una sistemazione per tutti i parenti ed amici: abbiamo scelto la Masseria Le Pezzate, proprio di fronte al ristorante scelto per la location. Benedetta e Mario sono stati gentilissimi e disponibili a tutte le richieste di 30 persone per lo più straniere!

Eh già perché gli invitati erano circa 70 ed erano di ogni nazionalità: peruviani, uruguayani, spagnoli, rumeni, francesi, americani e persino la mia amica cinese! Per lavoro ho viaggiato tanto e c’erano tantissime nazionalità e religioni!

C’era un miscuglio di lingue, abitudini colori e confusione e per me -per noi- è stato bellissimo, perché rispecchia quello che sono e quello che è il mio background.

Il prete era mio zio: un cugino di mio papà che 43 anni prima aveva celebrato il matrimonio dei miei genitori.

Matrimonio in bianco in Salento: la scelta del fornitori

Claudia Calà, la fotografa, invece, è amica di una ex-collega e ha fatto le foto per il loro matrimonio e, essendo loro a loro volta fotografi, ci siamo fidati.

Devo dire che si è creato subito un feeling con lei e in più di un’occasione le ho chiesto consiglio per varie tematiche riguardanti il matrimonio.

Un aneddoto: la sposa (e la mamma della sposa e la sorella della sposa e pure le amiche della sposa…) ha dimenticato il bouquet alla masseria e quando siamo arrivati in chiesa e mia mamma si è accorta che il bouquet non c’era, io sono andata in panico (e la mamma con me).

L’unica che mi ha rassicurato è stata Claudia! “Cosa ti serve per sposarti?” – mi ha detto – “il tuo fidanzato, che ti ama, che ti sta aspettando all’altare, che è bellissimo! Tutto il resto non serve! vai!!”.

Mi sono calmata e sono andata all’altare senza bouquet! Se non ci fosse stata Claudia… Intanto però alcuni amici sono andati a riprendermelo e mi è arrivato giusto per uscire dalla Chiesa!

Per la scelta dei fornitori abbiamo cercato di mediare tra qualità e prezzo.

Dopo un po’ di preventivi, ci siamo rivolti ad un fioraio che ci era stato consigliato una coppia che si è sposata poco prima di noi.

Niente da dire sulle composizioni e sulla qualità, ma il servizio è stato pessimo: alle 15.45 non erano ancora arrivati, (alle 16.30 dovevo essere in chiesa a più di mezz’ora di distanza), non rispondevano al telefono e si sono giustificati dicendo che “non trovavano la masseria”. Diciamo che non li consiglierei, ecco.

La scelta dell’abito da sposa e del perfetto look

Per il vestito è stata fatta un’accurata ricerca di mercato: ho guardato siti, foto, pinterest, articoli, instagram, sfilate e qualsiasi cosa avesse a che fare con il matrimonio e credo di aver provato non so quanti vestiti, per trovare quello giusto!

Sono stata per un periodo in Germania per lavoro e ho visitato anche i loro atelier! Poi un weekend sono stata a La Aja dalla mia amica/damigella e siamo state in giro per atelier ad Amsterdam a provar vestiti!

E’ stato molto divertente perché la tipologia è un po’ diversa, ti offrono il tè e i pasticcini, le commesse si siedono a chiacchierare e ti fanno mille domande, si ride e si scherza e hanno fatto provare i vestiti anche alla mia amica!  Ci siamo divertite un sacco.

Lì avevo visto un vestito di Rosa Clara, che poi ho ritrovato in un atelier anche a Milano (Le Spose di Milano, mi sono trovata benissimo!) e la decisione finale è stata presa con mia mamma!

Ero indecisa tra due: uno più “frizzante” e pieno di balze ed un altro più classico ed elegante… quando mi hanno messo il velo a cattedrale, non ho avuto esitazioni: ho scelto il fascino dell’eleganza!

Non riuscivo a trovare scarpe che mi piacessero (Manolo Blanik a parte, o stilisti americani introvabili!) quindi mi sono rivolta ad un amico che ha una fabbrica di scarpe per famose marche.

Ho scelto il modello, il colore della stoffa e poi ho detto “ma si, aggiungi un punto luce qua e la, qualche brillantino…”.

A 2 settimane dal matrimonio in bianco, passo a prenderle e mi presenta delle scarpe completamente ricoperte di pietre argentate!

Il ragazzo che aveva attaccato gli strass si era confuso e aveva creato dei mostri!

Quindi, corsa contro il tempo per rifarle di nuovo e spedirmele a Milano per la misurazione definitiva dell’abito!

Sono stata una sposa anomala perché per trucco e parrucco non ho speso molto tempo.

Visto che non conoscevo nessuno ho preferito rivolgermi alla catena di Profumerie Limoni per il trucco ed ad una ragazza “amica di un amico” per l’acconciatura… che è stata decisa il giorno prima del matrimonio!

L’abito dello sposo

Anche per questo abbiamo girato ogni negozio di Milano… Roberto è alto 2 metri ed è molto magro, trovare un vestito sembrava impossibile!

Tutto troppo corto/largo/stretto; alla fine ci siamo fatti consigliare una sartoria a Monza (Sartoria Basilio) e gli hanno cucito un vestito perfetto!

L’abbiamo preferito il più classico possibile, perché Roberto non è certo un modaiolo e si sentiva a suo agio cosi.

Le scarpe dello sposo personalizzate
Le scarpe dello sposo personalizzate

Matrimonio in bianco, elegante e raffinato

La nostra idea del matrimonio era di fare qualcosa di elegante, raffinato e romantico, volevamo che i protagonisti fossero i sentimenti, l’amore, l’amicizia, la famiglia.

Abbiamo scelto il bianco, un non-colore, come colore del matrimonio – anche la cripta della Cattedrale di Otranto è completamente bianca, come lo erano i fiori, gli inviti, i fiocchetti, la torta… e la cravatta dello sposo!

Visto che molti venivano da lontano, abbiamo cercato di far conoscere il Salento, attraverso i luoghi e i sapori.

La bomboniera era una boccetta di olio degli ulivi della famiglia di Roberto, una cosa che si poteva portare in valigia e in aereo senza difficoltà! E’ stato molto bello poi ricevere nei giorni successivi le foto degli amici che condivano pane, insalate e pasta pensando a noi!

Tante ispirazioni mi sono venute da Pinterest e devo dire che la famiglia di Roberto ci ha aiutato molto nella realizzazione delle mie idee…dai cartelli, alle lattine attaccate alla macchina, alle bomboniere, ai fiocchetti di confetti, sono stati molto gentili.

E devo dir la verità… che sebbene abbia un ricordo bellissimo di tutto, ero cosi stressata che non credo che mi risposerei mai!

I gemelli dello sposo
I gemelli dello sposo

Il proprietario della Tenuta LucaGiovanni è stato professore di Roberto a scuola e la scelta del menù è stato un processo lungo e difficile.

Mentre loro discutevano se i gamberi erano di stagione o meno, io mangiavo gli ottimi cioccolatini di Maglio leggendo il giornale.

Io annuivo di tanto in tanto. Ho solo chiesto niente aglio né cipolla perché sono allergica, poi non ho più avuto diritto di parola.

La gioia condivisa con amici e parenti

Gli ospiti hanno cominciato ad arrivare il venerdì e da lì è stata una festa continua: le cene in masseria (in cucina lo Chef, ovviamente!) tutti assieme, i pomeriggi in piscina, e intanto si creavano amicizie e legami… poi la domenica tutti al mare!

Siamo stati all’insenatura di Acquaviva a Marina di Diso, uno dei miei posti preferiti! Nell’insenatura c’è un bar e alle 17 avevamo già finito la scorta di birra della settimana!

Il giorno del matrimonio ero abbastanza calma, o meglio, ero agitatissima perché volevo che tutto fosse perfetto ma ero impassibile come una sfinge!

Il momento di mettermi il vestito con le mie due mamme (la mia mamma e la mia testimone peruviana che per me è come se fosse mia mamma) è stato bellissimo!

I testimoni erano i miei “genitori” peruviani-uruguayani! Il momento della lettura delle preghiera dei fedeli è stato emozionante: mi hanno fatto una sorpresa e ogni “fratello” peruviano ha scritto e letto un augurio agli sposi in spagnolo ed è stato così spontaneo che è partito l’applauso!

La cerimonia è stata molto dolce e serena, ma allo scambio degli anelli ho sbagliato la  mano di Roberto e sono scoppiata a ridere!

Il ricevimento è stato per me divertente, avevamo un complesso jazz (che avevo ingaggiato tramite il conservatorio di Lecce) che ha suonato durante l’aperitivo e la cena, poi il DJ per il dopocena.

Matrimonio in bianco, l'uscita degli sposi dalla chiesa
Matrimonio in bianco, l’uscita degli sposi

Un ricevimento all’insegna della festa

La cena si è tenuta nell’aranceto della villa: illuminato con le lucine era un incanto! Persino noi, che avevamo già visto l’effetto in foto, siamo rimasti incantati dalla location!

Al posto dei “tableau de marriage” che non mi sono mai piaciuti, ho preferito le “escort card“: il nome era su un bastoncino infilato in una nuvola di fiori!

Matrimonio in bianco, allestimento
Matrimonio in bianco, allestimento

Mi hanno detto che il momento della ricerca del talloncino è stato molto divertente: perché i tavoli avevano nomi di spezie peruviane e piante aromatiche italiane. 

Come segnaposto abbiamo messo una bustina di semi di basilico greco e “let love grow!” e a distanza di due anni, gli amici lo hanno piantato ed ora cresce rigoglioso a Lima, a Milano, a Casarano, a Monselice, a Bilbao e a Bucarest!

Dopo cena, dopo il buffet dei dolci ed il taglio della torta, dopo il nostro ballo “beddhra” degli Indiani Salentini (una pizzica di un complesso che avevamo ascoltato in Salento), il DJ ha messo “Vivir la Vida” di Marc Antony e da lì i sudamericani si sono scatenati e via! Abbiamo ballato fino alle 3 del mattino!

Complice anche il chilcano de maracuja – un cocktail sudamericano a base di pisco e maracuja che abbiamo importato! E’ stato tutto molto divertente!

La notte abbiamo dormito alla masseria e il mattino abbiamo fatto colazione tutti insieme, un po’ di mare e il giorno dopo siamo partiti per il viaggio di nozze alle Seychelles!

Credits

Fotografie: Claudia Calà Gabriele Latrofa
Location: Tenuta Lucagiovanni
Accomodation: Masseria Le Pezzate
Abito da Sposa: Rosa ClaràLe Spose di Milano
Abito da Sposo: Sartoria Basilio
Trucco Sposa: Profumerie Limoni

Elisa Cornelli

Senior fashion editor

elisa.cornelli@panoramasposi.it

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