Comunione o separazione dei beni. Quale scegliere?

Comunione o separazione dei beni da sposati?

Una domanda che si fanno molti futuri sposi prossimi al matrimonio.

Se fino a qualche anno fa, quasi la totalità delle coppie sceglieva di dividere con la dolce metà non solo gioie e dolori, ma anche patrimonio e conto in banca, oggi non è più così.

Indice

Comunione o separazione dei beni, mani degli sposi su un bouquet

Sono sempre di più, infatti, le persone che scelgono di tutelarsi attraverso la separazione dei beni.

Una scelta che, talvolta, viene guardata con sospetto, come se già prima di pronunciare il , si pensasse alla fine del matrimonio.

Al contrario, questa può essere una scelta d’amore, per proteggere chi si ha vicino. Non si condividono solo i beni posseduti, ma anche i debiti.

Se uno dei due coniugi è titolare di un’attività, scegliendo la separazione, l’altro viene tutelato da debiti e rivalse.

Per approfondire la tematica, abbiamo chiesto il parere dell’avvocato Valentina Ruggiero, esperta in diritto di famiglia.

Comunione dei beni: cos’è da un punto di vista giuridico

Il regime legale di comunione dei beni è il regime patrimoniale della famiglia, regolato dagli articoli del nostro codice di rito 177 cc e ss.

In questo caso, tutti i beni costituiti in costanza di matrimonio – dal matrimonio in poi – sono divisi al 50% tra i coniugi.

  • Gli acquisti
  • I frutti dei beni di ciascuno (se non consumati)
  • Proventi (se non consumati)
  • Le aziende costituite in costanza di matrimonio

Restano, invece, di proprietà personale:

  • i beni costituiti prima del matrimonio
  • beni provenienti da eredità
  • quelli di uso strettamente personali e di esercizio della professione
  • i beni ottenuti a titolo di risarcimento o da pensione per la perdita della capacità lavorativa.

La comunione si scioglie con l’annullamento del matrimonio, con la separazione giudiziale, con il divorzio e con la dichiarazione di morte presunta.

Contratto di matrimonio, mani che si stringono di uomo e donna
Contratto di matrimonio

Separazione dei beni: cosa comporta

Con questa scelta, prevista dall’articolo 215 del Codice Civile, ciascuno dei coniugi resta titolare dei propri beni, anche dopo il matrimonio.

Questa formula non incide in alcuno modo sui diritti del coniuge, anche per quanto riguarda l’eredità.

Tale regime può essere scelto al momento del matrimonio, o successivamente.

Comunione o separazione, quale scegliere?

Ogni coppia sa cosa è giusto e di cosa ha bisogno.

Il consiglio è di scegliere in relazione alla propria posizione personale (se vi sono figli da precedenti matrimoni, ad esempio) e patrimoniale (se vi è un patrimonio cospicuo), ma anche professionale (valutare il rischio di impresa) .

La scelta deve essere sempre molto razionale e consigliata, ove possibile, da un Legale che potrà presentare le opzioni con le specifiche del singolo caso.

Cosa sono, invece, i patti prematrimoniali?

Inseriti nel nostro ordinamento giuridico solo recentemente, sono delle scritture private, tra le parti che contraggono il matrimonio.

Per essere validi, devono essere predisposti da specialisti e autenticati.

Hanno vigenza, come regolati dal nostro codice, negozi giuridici, e possono essere tenuti in considerazione per una regolamentazione dei rapporti tra i coniugi.

Il contenuto dei patti non deve, però, configgere con:

  • i diritti essenziali dei figli
  • diritti dei coniugi precedenti
  • i diritti dei legittimari

Alessia Piccioni

Lifestyle

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