Vi sveliamo…il velo! Segreti e usanze

Alice, wedding planner de L’Officina dei Fiori d’Arancio, ci parla della storia del velo: tradizioni, usanze e stili. Scopriamoli insieme!

Oggi parliamo del velo: un accessorio che divide molte spose. O lo si ama e lo si sogna da quando si è bambine, o lo si odia.

Quando nasce il velo? Qual è il suo significato? E quali sono gli ultimi trend?

La storia del velo ha origini antichissime

Già nell’antica Roma il velo era ampiamente in uso in quanto simbolo di buon auspicio; a differenza però dei giorni nostri, il colore predominante non era il bianco, bensì il rosso o il giallo.

Il suo nome, infatti, era “flammeum”, fiamma per l’appunto, e nel corso della cerimonia veniva poggiato anche sul capo del marito.

Nel Medioevo si passò ad un velo più ricco, impreziosito da decorazioni di perle e fili d’oro, e pare avesse la funzione di tenere lontano gli spiriti maligni o il malaugurio.

Ecco perché il velo a quel tempo non aveva la stessa leggerezza ed impalpabilità di quelli contemporanei, bensì era stratificato, come se ogni strato servisse a rafforzare la sua funzione di protezione.

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Durante il Rinascimento invece il velo acquistò una connotazione più funzionale: serviva infatti per celare il volto della sposa dai curiosi ed avidi occhi del futuro marito.

E benché le più sognatrici potrebbero leggere questa usanza in una chiave decisamente romantica, mi spiace informare che di romanticismo proprio non ve ne era traccia: i matrimoni in quel periodo erano per lo più combinati e i futuri sposi spesso non si erano mai neppure incontrati.

Proprio per questo motivo vi era la tendenza di nascondere il volto della donna fino ad un passo dall’altare, specialmente nei casi in cui la malcapitata non fosse propriamente piacente, per evitare eventuali fughe del futuro marito.

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E’ solo dai primi del Novecento che il velo da sposa perde le sue proprietà esoteriche o funzionali, diventando un vero e proprio accessorio di tendenza, immancabile nel look di ogni sposa moderna.

Di decade in decade, il velo ha subito diverse variazioni: passa dall’essere una timida veletta negli Anni ’20, adeguandosi così alle acconciature dell’epoca, per poi ritornare con assoluto protagonismo dagli Anni ’60, dove inizia a prendere le sembianze che risultano essere in voga anche nei giorni nostri.

Quali sono i tipi di velo?

Principalmente ci sono tre tipi di velo e sono distinti in base alla loro lunghezza:

  • corto, che copre solo le spalle e finisce all’altezza del gomito; perfetto per una sposa che non vuole sentirsi goffa racchiusa inuma nuvola di tulle e abbinato ad abiti sbarazzini e più informali;
  • medio, che ricopre tutta la schiena e finisce all’altezza dei fianchi o dei glutei. Ideale per spose romantiche ma pur sempre pratiche;
  • lungo che, secondo la tradizione, arriva fino a terra e soddisfa le spose già romantiche, quelle che sognano un’entrata teatrale e scenografica. Perfetti per accompagnare un abito importante e romantico, che sia da principessa oppure una sensuale sirena.
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Veli a cattedrale delle collezioni Pronovias e Inbal Dror

Ricordiamo che il bon ton suggerisce un velo semplice per abiti preziosi o importanti e, viceversa, un velo elaborato e/o con pizzi per abiti lineari; che sia lungo un metro per ogni anno di fidanzamento ma che non superi i 3 metri e mai se la sposa ha oltre i 35 anni di età o se si tratta di seconde nozze!

E per le spose che vogliono una alternativa al velo? Si può optare per cappelli, velette o, per chi ama osare, per le cappe, che stanno ritornando a gran voce nelle ultime collezioni.

Alice – L’Officina dei Fiori d’Arancio

Elisa Cornelli

Senior fashion editor

elisa.cornelli@panoramasposi.it

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