Wedding tourism in Italy, crescita nel 2013

wedding romeo e giulietta verona matrimonio balcone nozzeIl wedding tourism continua a crescere.  Sono sempre di più infatti gli stranieri che amano sposarsi in Italia: 6.180 nel 2012, secondo quanto certifica la società di consulenza turistica Jfc. Tra i motivi l’aumento delle seconde e delle terze nozze che ha favorito la scelta di luoghi lontani dalla residenza, per essere più liberi di festeggiare con accanto solo le persone care; l’abbandono del “matrimonio di consuetudine”, che favorisce una scelta più libera per organizzare ciò che veramente si desidera, senza lasciarsi imbrigliare dalle norme sociali; il desiderio di provare un’esperienza emozionale unica, non riproducibile, e questo deve avvenire proprio nel giorno dedicato a se stessi; la scusa del rinnovo della promessa matrimoniale, per chi è già sposato, per fare un viaggio in Italia, che molto spesso era quello desiderato in occasione delle nozze originali ma non realizzato.

Sono 1.221.168 le presenze registrate, 51mila euro il costo medio sostenuto dagli stranieri per sposarsi in Italia; 87 milioni 756mila euro quelli riconducibili alla spesa sostenuta per le sole cerimonie matrimoniali; 22milioni 804 mila euro il valore dei viaggi di nozze post-matrimonio (l’82% degli stranieri che si sono sposati in Italia hanno poi fatto il viaggio di nozze in Italia); 204 milioni 681mila euro la spesa sostenuta dagli ospiti per venire in Italia e soggiornavi in occasione del matrimonio. In totale, il fatturato diretto ed indotto per il segmento del wedding tourism lo scorso anno è stato pari ad oltre 315 milioni di euro.

E il wedding tourism ha il vantaggio di aiutare le casse comunali: molti Comuni italiani, infatti, hanno introdotto, a partire dal 2009, la wedding tax per tutti coloro che vogliono usufruire di una location particolare per celebrare il proprio matrimonio. Chi desidera la celebrazione in Sala Cuoi d’oro di Cà Vendramin a Venezia, per esempio, deve avere un budget di 5.000 euro. Pari budget di 5.000 euro per sposarsi a Firenze, al Salone del Cinquecento di Palazzo Vecchio, mentre se si sceglie Villa OscanoPosta dei Donini a Perugia – l’investimento è di 800 euro. Per sposarsi di sabato a Udine al Salone del Parlamento del Castello l’investimento è di 1.000 euro, mentre si deve prevedere una spesa di 800 euro per sposarsi nella casa di Giulietta, a Verona.

Oltre a questi servizi, alcune amministrazioni locali offrono servizi aggiuntivi, come il servizio di diffusione in diretta internet del matrimonio ed il servizio interprete, ambedue a pagamento. E’ possibile sposarsi con cerimonia civile, cattolica, protestante, ebraica, ma anche con cerimonia evangelica od ortodossa, come pure è possibile effettuare una cerimonia simbolica per rinnovare l’impegno preso negli anni passati. Le coppie straniere che desiderano sposarsi in Italia non lasciano nulla al caso e si rivolgono in prevalenza a veri professionisti, si tratti di wedding planner o tour operator: sono 1.092 i wedding planner italiani. Di questi, il 31% ha organizzato nell’anno 2012 almeno un matrimonio per residenti all’estero che hanno scelto una città italiana per questa importante giornata. Insomma, il wedding tourism ha, senza dubbio, un forte valore economico, anche in considerazione del fatto che il 40,4% è fatturato alberghiero ed il restante 59,6% è speso in ristorazione, location, vestito, flower design, servizio fotografico, viaggi, auto per matrimoni, musica per il ricevimento ed interprete per la cerimonia.

Panorama Sposi

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