Il viaggio di nozze di Elisa, prima puntata: da Roma a Osaka

osakaIl viaggio di nozze è sicuramente uno dei viaggi più belli che una persona può fare nella vita: chi spera di poter dar vita ad una nuova creatura, chi si vuole solamente rilassare dopo tanti preparativi, chi altri, come me, vuole scoprire le meraviglie del mondo insieme alla persone della tua vita. Perché, in fondo, un viaggio è cambiare opinioni e pregiudizi, tornare e trovare un se stesso migliore.

Le mete più gettonate per viaggi di nozze sono l’America con un’isola caraibica, il nord Europa con i suoi bellissimi e freddissimi fiordi, Dubai, il mondo cambiato dal capitalismo e l’Australia, l’altro capo del mondo.

Noi abbiamo scelto il Giappone. Il nostro viaggio era, in realtà, già premeditato: io e Christian siamo amanti dei fumetti e manga fin dalla notte dei tempi, quindi trovarsi nella terra sempre vista disegnata era sicuramente un sogno del cassetto (dopo quello di conoscere il capitano, s’intende…). All’inizio volevamo partire da soli, fissando dei punti come tappe fondamentali, ma poi abbiamo pensato che forse era meglio cercare un tour adatto a noi.

Per chi ha un po’ di spirito d’avventura, il tour è sicuramente uno delle cose da NON fare quando si viaggia, ma non sapendo nulla di Giapponese (a parte ChiribiriKodak), forse era arrivata la nostra “prima volta”, e, col senno di poi, devo ammettere che è stata un’esperienza fantastica. I caratteri (Kanji) che compongono il nome Giappone significano letteralmente “Origine del Sole”, perciò questo paese è noto come “paese del sol levante”, un nome che deriva dalla sua posizione a est, cioè a oriente rispetto alla Cina. Nonostante sia un arcipelago composto da 6852 isole, il Giappone non possiede un vasto territorio (è grande praticamente quanto l’Italia), ma ha una popolazione molto numerosa quanto accogliente.

Siamo partiti il 7 luglio 2014 da Roma Fiumicino. Un caldo afoso, una di quelle poche giornate dell’estate 2014 da togliere il respiro. Dopo circa 19 ore di volo, con stop a Dubai siamo arrivati a Osaka, Kansai International Airport. Compagnia utilizzata: Emirates. Cose da fare nella vita: Viaggiare con Emirates. A parte il velo delle hostess (per carità io non ho pregiudizi su nessuno e su niente) però effettivamente è un po’ turbante (scusate, il doppio senso!) la compagnia è assolutamente una delle migliori, anche in seconda classe.volo emirates
Da Roma a Dubai, aereo panino: primo strato seconda classe, secondo strato prima classe. Sedili comodi e larghissimi. Mascherina per dormire. Calzettini (nel caso a qualcuno puzzassero i piedi). Cuffie per sentire la musica e i film. Due milioni di film. Centomila serie tv. aereo emirates sedile

Hunger Games. Allora, voi non potete capire quando ad una nerd come mettete in aereo Hunger Games. Arrivare a Dubai … un attimo, nemmeno il tempo di arrivare alla mietitura. C’era anche la possibilità di vederlo in 20 lingue diverse: francese, inglese, russo, arabo, giapponese, cinese, chi più ne ha più ne metta, tutto tranne l’italiano. Ovviamente. Probabilmente non c’era più posto nell’hard disk!

Io, Elisa, piccola laureata in Lingue, dove le lingue sono sempre e solo servite a guardare le serie tv, ero pronta ad affrontare la visione del film in russo, dopo averlo visto in inglese ovviamente. Tornando a noi, siamo arrivati a Dubai.dubai

Il lusso
Da Dubai a Osaka, erano circa 16 ore di volo, se non erro. Secondo voi, cosa potevo fare in un aereo così bello per 16 ore con tutti questi film? No, non ci avete azzeccato. Ho dormito per 16 ore. 16 ore consecutive. Sarà il fuso orario, ma io sono arrivata ad Osaka riposata. Il mio voto per gli Emirates è 10 e lode.

E ora siamo arrivati ad Osaka, ma di questa bellissima ed incantevole città parleremo la prossima volta. Intanto beccatevi questa foto.elisa e christian 4 matrimoni

elisa verdecchiaElisa Verdecchia

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